Presentazione 01 agosto 2018

Mercoledì 1 Agosto vi aspettiamo alle ore 21:00 al Centro Sociale “Salice Gualdoni” (Via Petrarca n.12) per presentarvi il risultato della gestione dell’anno sportivo 2017/18 ed i progetti che porteremo avanti per il nuovo anno.

Tra questi le “Borse di Sport” a sostegno di famiglie in difficoltà economiche.
Primo ed unico progetto del genere in tutta la regione, ulteriori motivo che ci rende davvero orgogliosi.

Parteciperanno i rappresentanti del Comune di Pesaro e del Consiglio della Regione Marche.
Al termine dell’iniziativa sarà offerto un buffet a tutti i partecipanti.

L’iniziativa è APERTA A TUTTI.

CONSIGLIO PER I GENITORI:

Non togliete l’allenamento o la partita ai vostri figli per punizione.
L’allenamento è un #impegno che si prende con la #squadra. Insegnategli che gli impegni non possono essere disattesi.
Nello studio, nello sport, nella vita!
Toglietegli il cellulare, la playstation, la TV…
Ma non vietate mai lo SPORT!

50 ANNI di Muraglia Calcio

🔴⚪ 1968-2018 ⚪🔴
‼️ 50 ANNI DI MURAGLIA CALCIO ‼️

📅 *DOMENICA 8 LUGLIO*
Festeggeremo tutti insieme il #50enario del G.S. Muraglia Calcio

### PROGRAMMA ###
Ore 18:30
⚽ Triangolare “Vecchie Glorie” vs “Giovani Talenti”
Campo Sportivo Di Muraglia

Ore 20:30
🍴 Cena a base di pesce [€25,00]
@Piazza Alfieri – di fronte al Muraglia Sport & Social Bar

Nel corso della cena sarà presentato il #libro di Vittorio Tordini
“Perduto nel rosso campo di Muraglia
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Per info&prenotazioni
Daniele Lugnoli 328.0820500
SSD Muraglia Calcio 0721.53603
[email protected]

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E’ UNA FESTA DI TUTTI
APERTA A TUTTI!!!!

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📢 AIUTACI AD INFORMARE TUTTI COLORO CHE HANNO
📢 GIOCATO, TIFATO O CHE PER QUALUNQUE MOTIVO
📢 SIANO LEGATI AI NOSTRI COLORI
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il DELICATO Ruolo dei Genitori nello sport

Pubblichiamo un interessante articolo de Il Resto del Carlino del 05/02/2018 in merito al delicato ruolo dei genitori nello sport.
L’articolo-intervista a Giovanni Gabrielli, mental-coach e docente alla scuola dei tecnici federali dello sci, è uno spunto per una riflessione personale, tesa a garantire la miglior esperienza sportiva per la cosa più preziosa che abbiamo:
i vostri figli, i nostri atleti.


Buona lettura.

Sicuri che sia solo un “gioco”?

“Ho amato il Rugby più della mia vita”

Nella mia carriera ho avuto molti problemi fisici, ma ho giocato anche infortunato. Una volta, con un menisco fuori uso, entrai negli spogliatoi a gara finita e svenni per il dolore. Poi nel 2011, scopro di essere celiaco. Difficile da accettare, per uno che mangia 11 volte al giorno. Poi però capisci che tanti malanni avevano un perché e allora ti curi. Poi nel 2015, sono in ritiro con la Nazionale in Inghilterra per preparare il Mondiale. Mi fa male la schiena ma voglio giocare, non mi sono mai allenato così tanto, ci tengo, è la mia quarta coppa del mondo, un traguardo importante. Mi dicono che ho il nervo sciatico infiammato, un bel punturone di antidolorifico e vado in campo. Gioco malissimo, arrivo sempre in ritardo, vengo criticato e mi sento vecchio come mai mi è capitato. Chiedo allo staff sanitario di vederci chiaro. Mi portano in ospedale, mi fanno una risonanza e aspetto i risultati. Vedo i medici vaghi, nessuno che mi dice come stanno le cose, li chiudo in una stanza e urlo: “O mi dite che cosa ho o da qui non uscite!”. Mi fanno leggere il referto e scopro di avere un neurinoma al plesso lombare, un tumore per il quale gli inglesi mi danno 6 mesi di vita.

Non crollo, in fondo penso che finché parli, giochi, ti svegli la mattina, puoi lottare. Vengo di corsa alla clinica Humanitas a Milano e lì mi dicono che è raro che quel tumore sia maligno, però l’operazione sarà rischiosa perché potrei perdere l’uso della gamba. Mi operano, muovo la gamba. Un mese dopo sono di nuovo in campo. Poi vado a Cardiff con la Nazionale, durante l’inno piangevo come un bambino. Perdemmo in malo modo. A gara finita entrai nello spogliatoio e vidi i compagni più giovani, postare foto su instagram. Io stavo male per la sconfitta e loro si divertivano. Capii che quello non era più il mio mondo.
Oggi vedo ragazzi che al primo risentimento si danno malati per una settimana. Io giocavo anche con il sangue che mi usciva dagli occhi.

[Martin Castrogiovanni]